Avvocatura dello Stato

ISTITUZIONALE

Inaugurazione Anno Giudiziario: intervento dell'Avvocato Genrale dello Stato

Ultimo aggiornamento: 27/01/2017 11:20:57
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Intervento dell’Avvocato Generale dello Stato

Avv. Massimo Massella Ducci Teri

IN OCCASIONE

DELLA CERIMONIA DI INAUGURAZIONE

DELL’ANNO GIUDIZIARIO 2017

(Roma, 26 gennaio 2017)

 

Signor Presidente della Repubblica, Autorità, Signor Primo Presidente della Corte di Cassazione, Signor Procuratore Generale, Signore e Signori

 

E’ con vivo piacere che, anche quest’anno, prendo la parola in questa solenne Cerimonia di inaugurazione per porgere il saluto dell’Istituto che ho l’onore di dirigere.

Nella sua approfondita ed ampia relazione il Primo Presidente ha riferito in modo analitico sui risultati raggiunti dalla Suprema Corte nell’anno 2016 e non può che esprimersi vivo apprezzamento e gratitudine per il grandissimo impegno profuso dai magistrati e dal personale amministrativo che vi operano.

 

1.            Questi risultati confermano, inoltre, l’efficacia del disegno riformistico che si è avviato nel corso della presente legislatura, e che ha sicuramente prodotto i suoi frutti in termini di una notevole riduzione dei tempi dei processi civili e, conseguentemente, delle pendenze civili, come evidenziato anche dal Ministro Orlando nella relazione alle Camere sullo stato della Giustizia in Italia.

In questa direzione va anche la recentissima riforma del giudizio di legittimità  introdotta dall’art. 1-bis del decreto legge n. 168 del 2016, cui ha fatto immediatamente seguito la firma del Protocollo d’Intesa tra la Corte di Cassazione, il Consiglio Nazionale Forense e l’Avvocatura dello Stato.

In sostanza, i tre principali protagonisti del processo davanti alla Corte hanno concordato sulle modalità di gestione delle udienze, interpretando in modo condiviso le nuove regole che il legislatore ha introdotto per cercare di ridurre il gravoso peso dell’arretrato civile davanti alla Suprema Corte.

La lodevole iniziativa del Primo Presidente non poteva essere più opportuna.

Ed invero l’accurata scelta di opzioni interpretative intelligenti e costituzionalmente orientate, consente di delineare un quadro di certezze da cui non potrà che derivare giovamento allo sforzo che la Corte sta affrontando.

Può sembrare forse solo un piccolo passo, ma il nuovo Protocollo si aggiunge a quello tra la Corte e la Procura Generale sul medesimo oggetto del 18 novembre 2016, ma soprattutto al precedente Protocollo d’intesa sulla redazione dei motivi di ricorso sottoscritto un anno prima tra la Corte ed il Consiglio Nazionale Forense, al quale l’Avvocatura conta di dare, quanto prima, la propria adesione.

Si tratta in realtà di passi importanti per ridurre i tempi della giustizia e per consentire alla Corte di poter esercitare con sempre maggiore efficacia la sua indispensabile funzione di nomofilachia. Funzione essenziale per garantire la prevedibilità delle decisioni e, conseguentemente, la certezza del diritto. Quella certezza che sempre più deve diventare l’obiettivo della nostra giustizia; e ciò sia per una evidente esigenza di parità di trattamento tra tutti i cittadini, sia per contribuire – anche per tale via – alla deflazione del contenzioso in atto.

Di ciò credo che dovremmo essere grati alla Corte, per avere coraggiosamente intrapreso questa strada, che speriamo possa essere percorsa anche in altre successive occasioni, nelle quali l’Avvocatura dello Stato non farà mai mancare il suo contributo.

2.            D’altro canto l’esigenza di una costante e proficua collaborazione dell’Avvocatura dello Stato con la Suprema Corte è resa viepiù necessaria dal numero dei contenziosi che vedono le Amministrazioni patrocinate quali parti: solo nel 2016 tale numero ha superato i 9.000 affari. Il contenzioso dello Stato rappresenta oltre un terzo di tutto quello all’esame della Suprema Corte in sede civile e, di questo terzo, circa il 90% è costituito dal contenzioso tributario.

3.            Sempre in chiave di accelerazione dei processi ricordo, inoltre, il lavoro svolto dall’Avvocatura dello Stato nell’avvio e nell’implementazione del processo civile telematico, fornendo il proprio contributo nei tavoli istituiti presso il Ministero della giustizia per la elaborazione di proposte normative, regolamentari ed organizzative, sia sul piano generale che in relazione alle peculiarità del contenzioso erariale.

Si tratta del resto di attività assolutamente necessarie per il nostro Istituto che deve confrontarsi con una considerevole mole di lavoro.

Non intendo, certo, tediare l’uditorio con tabelle e dati statistici: tuttavia, alcuni numeri è opportuno che vengano conosciuti, perché sono sempre particolarmente significativi.

Nel 2016 l’impegno dell’Avvocatura dello Stato nella sua attività di patrocinio e consulenza in favore delle Amministrazioni, delle Autorità indipendenti e degli altri Enti pubblici, ha registrato un incremento, a livello nazionale, del 7,5%, passando ad oltre 165.000 affari nuovi. Essi si aggiungono a quelli pendenti, per un totale di circa un milione di affari.

Si tratta di una mole di lavoro imponente, destinata, peraltro, ad aumentare nell’anno in corso in ragione dell’attribuzione all’Avvocatura dello Stato del patrocinio della neo istituita Agenzia delle Entrate-Riscossione, chiamata a esercitare i compiti fin’ora svolti dalla soppressa Equitalia.

L’Avvocatura dello Stato subentrerà solo in una parte di tale contenzioso (che raggiunge anch’esso la considerevole cifra di circa 150.000 affari nuovi l’anno), ma esso si aggiungerà a quello sopra richiamato.

E’, quindi, evidente la gravosità del lavoro per tutti i componenti della Avvocatura dello Stato, che lo affrontano con impegno e dedizione.

In questa prospettiva non posso non ricordare, ed esprimere il mio personale riconoscimento al Governo, per averci consentito l’assunzione di 17 nuovi avvocati dello Stato e di 24 procuratori e di aver autorizzato l’indizione di un ulteriore concorso per procuratori dello Stato.

4.            Concludo osservando che il particolare momento che il Paese sta attraversando richiede a tutte le Istituzioni ed a tutti noi di continuare a profondere il massimo impegno nell’esercizio dei compiti che ci sono affidati. Sono certo di poterLe assicurare, Signor Presidente della Repubblica, che l’Avvocatura dello Stato e i suoi componenti continueranno a fare ogni possibile sforzo per essere all’altezza delle rilevanti funzioni assegnate, e di non deludere la fiducia che quotidianamente viene in noi riposta.

 

Grazie, signor Presidente della Repubblica, grazie a tutti per l’attenzione che avete prestato alle mie parole.